martedì, 03 febbraio 2009,20:52
La storia raccoglie le nostre azioni e le depone via via nel passato. La storia ci libera via via dal passato. Una perfetta organizzazione della vita farebbe sì che tutte le nostre azioni, anche le minime e più insignificanti, divenissero storia: per togliercele di dosso, per non farcele più sentire sulle spalle. L'uso di consegnare a un diario le nostre azioni giornaliere è una regola d'igiene; e l'uomo di mente operante è implicitamente un memorialista, che nei memoriali, ossia nelle opere, depone le sue «azioni interne». Ci si dovrebbe abituare da piccoli a tenere un diario, siccome ci si abitua a pulirci i denti. Quanto a lavarci la faccia la mattina, lo facciamo per pulircela dei sogni, queste «azioni» del sonno, questi «peccati» notturni. Quella sarà la civiltà perfetta che tutto tradurrà in storia, e ci consentirà di ritrovarci ogni mattina in condizione di novità, liberi del passato. (A. Savinio)
Ritengo che continuare a scrivere qui sia piuttosto sciocco. Non sono fatta per condividere ciò che penso, in questi anni mi sono lasciata ammaliare dal worldwideweb, e dalla possibilità di trovare un cantuccio tutto per me in questo enorme melting pot. Ho dato vita ad un blog velleitario ed artificioso e dimenticato che internet è uno strumento di cui servirsi, non già una realtà di cui far parte attivamente.
Per quanto mi riguarda continuerò ad essere velleitaria ed artificiosa, ma sceglierò strade più preziose. I miei cantucci saranno incrostati di opali e trasparenti come il cristallo. Altro che template.

E poi non riesco a resistere al fascino della vecchia carta: è quello il vero lusso.
lunedì, 17 novembre 2008,12:32
L'annullamento dell'icona è la conseguenza naturale del profondo mutamento che l'arte ha subito nel XX secolo. La fotografia prima, cinema e televisione poi, hanno portato il bombardamento d'immagine subito dalla gente a livelli estremi e difficilmente controllabili. Rendere aniconico cià che fino all'invenzione dei nuovi mezzi era iconico è stata l'ultima ed unica scelta coerente per garantire una certa sopravvivenza all'arte, oltre alla sua sacralizzazione, ovviamente. Ma quest'ultima non è altro che la continuazione ideale di un processo più lungo, figlio del Romanticismo e della successiva cultura simbolista.




Sì ma...Embè?
Me la suono e me la canto da sola, e me ne compiaccio, ghgh.
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lunedì, 17 novembre 2008,12:20
Finchè dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa eppure così semplice: cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo… Io solo sono riuscito a scoprire il segreto di infondere la vita, macchè, anche di più: io, proprio io sono divenuto capace di rianimare nuovamente la materia inanimata…SI PUO' FARE!
 

si pronuncia AIGOR

No dai, sarcasmo a prescindere, credo che stia per arrivare un post serio, di quelli menosi e spaventosamente banali, slurp!
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martedì, 21 ottobre 2008,14:34

"Who’s got the sweetest disposition?

One guess, that’s who?
Who’d never, ever start an argument?
Who never shows a bit of temperament?
Who's never wrong but always right?
Who'd never dream of starting a fight?
Who get stuck with all the bad luck?  
No one but Donald Duck ME!



Keira Knightley
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venerdì, 17 ottobre 2008,15:28










Che bella novità.









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martedì, 30 settembre 2008,18:16
Even though I'll never need her,
even though she's only giving me pain,
I'll be on my knees to feed her,
spend a day to make her smile again.

Even though I'll never need her,
even though she's only giving me pain
As the world is soft around her,
leaving me with nothing to disdain.

Even though I'm not her minder,
even though she doesn't want me around,
I am on my feet to find her,
to make sure that she is safe and sound.

Even though I'm not her minder,
even though she doesn't want me around,
I am on my feet to find her,
to make sure that she is safe from harm.

The sun sets on the war, the day breaks and everything is new...
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martedì, 16 settembre 2008,12:18

Ciao Rick.

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lunedì, 25 agosto 2008,14:20
Suppongo sia il caso di buttare giù due righe.

Giorni talmente belli che parlarne ne sciuperebbe il ricordo.
No dai, la verità è un'altra: sono talmente pigra da cercare scuse poetiche per non sprecare preziose energie scrivendo.

C'è ben poco da dire. Ho staccato la spina, visto luoghi, sentito odori (non credo di aver mai desiderato di svaligiare una salumeria alle 9 del mattino così ardentemente come in quei giorni).
Ho visto quadri, tanti. E belli. E marmo bianco, gesso, pietra, legno, vetro. Per un attimo mi sono ricordata perché ho intrapreso certe strade, e che c'è tanto di quel lavoro da fare che non posso assolutamente adagiarmi. Non nego di essere rimasta un po' scoraggiata dalla scarsità di informazioni che mi tornavano alla mente, ma avrò tempo di rivedere tutto, ricordare tutto, imparare.

Ho visto la sua tomba, ho lasciato un bigliettino che spero sia stato spazzato via dal vento quanto prima. Diamine, ora avrei talmente tante  cose più intelligenti, sensate e intime da scrivere su quel pezzo di carta.  Però quel GRAZIE lo scriverei comunque, altre centinaia di volte. Comunque andrò a trovarlo ogni volta che tornerò in città, ho tutto il tempo che voglio, riuscirò a dirgli tutto. E' che quando si è in compagnia certe cose risultano difficili, imbarazzanti, sciocche e infantili. Anche davanti alla persona più speciale del mondo.

E poi ho voglia di rispolverare il mio kit della piccola dilettante. Disegnare, scolpire (ah ah grasse risate). Se solo sapessimo in che direzione muoverci.

Diamoci da fare M, lasciamolo 'sto benedetto segno.

martedì, 01 luglio 2008,20:38
Ecco, ora pretendo un gelato alla vaniglia ricoperto di VOV.
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sabato, 14 giugno 2008,20:33
voluptas


Ed infine arrivò il giorno infausto; aveva feticisticamente abusato di materiale scrittorio al punto da ritrovarsi solo polvere tra le mani. Ogni volta che immergeva la mano destra nel sacchetto rosso da cui era solita prelevare le lettere che le servivano, H sentiva scivolare granelli grigi e tondi tra le dita. Solo granelli grigi e tondi. Aveva consumato tutto.  Maiuscole e minuscole, dentali e labiali, in corsivo  e in grassetto. Persino le sue coloratissime vocali, regalo della madre che le aveva trovate tra le cianfrusaglie di un rigattiere di campagna poco prima che H nascesse, avevano lasciato il posto a sabbietta grigia e tonda.
Aveva temuto questo giorno, avrebbe dovuto prevederlo quando toccando le lettere esse risultavano stranamente smussate ed opache. O ancora quando la sua amica P le si sfaldò tra le mani, lasciando un triste occhiello ed un'asta disperata.
H tentò di fronteggiare il problema: per un certo periodo usò esclusivamente le maiuscole, ma essendo più anziane si infiacchirono ben presto, e lei non poteva far altro che osservare il lento disfacimento delle sue dilette N, Q, G e della sua preziosissima R. Disperata, cominciò a scrivere lentamente, esercitando sul foglio quanta meno pressione possibile. Il suo Polso pulsava, fremeva, resisteva stoicamente al dolore che quelle rotaie arrugginite gli procuravano; ma - ed era inevitabile - dopo pochi minuti di eroici sforzi si abbandonava alle virginali e candide fibre della carta, sporcandole di voluttuose quanto compromettenti curve d'inchiostro. E nel frattempo il contenuto del sacchetto rosso lentamente soccombeva, sotto i colpi ciechi e golosi  del famelico Polso. Per rallentare quanto più possibile l'usura delle lettere, la sventurata H utilizzò altri alfabeti. Quello greco si consumò dopo qualche giorno, il cirillico durò un paio di mesi, quello ebraico resistette per quasi un anno. Disperata, H cominciò a scrivere usando le poche lettere che le rimanevano. Xxxxxx zzbbb òòòùè yyyyfffffffff ww.
Ma il luttuoso giorno giunse puntuale, e vestito a festa. Lunghe furono le notti immediatamente successive, insonni. Il polso di H continuava a muoversi convulsamente, cercando di tracciare nell'aria un qualsiasi tipo di lettera. Inutilmente, perché ormai non ne esisteva più nemmeno una. Solo numeri. Ma a forza di scrivere la data del giorno in cui aveva perso tutte le lettere, l'ingordo polso di H finì per consumare anche qu--

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