martedì, 29 maggio 2007,22:00
La metropolitana è un enorme, spaventoso serpentone, non me n'ero mai accorta prima di oggi. Si avvicina scivolando tra le rotaie, prima a destra e poi a sinistra. Però ha qualcosa di tenero.


Forse assomiglia un po' al Fortuna Drago.

Fortuna Drago
by VerdeEtViola | commenti (4) | commenti (4)(popup)
Link | categoria:argh, amenità varie, banalità, vie en rose
venerdì, 25 maggio 2007,13:59
Credo sia carino inserire in questo blog qualche informazione sulle mostre che mi trovo a visitare di tanto in tanto, anche perché in fondo, costituiscono il mio pane quotidiano.


Etruschi
Siena, Complesso Museale Santa Maria della Scala
21 Aprile/4 Novembre 2007


Questa mostra è stata una piacevole sorpresa, nell'ambito del mio ancor più piacevole soggiorno a Siena. Il complesso museale è proprio di fronte al Duomo, e in quei giorni ospitava anche una seconda expo, Pulcherrima Res - preziosi ornamenti dal Passato, vale a dire adorabili gioielli e chincaglierie ell'antichità,  che però non ho avuto modo di visitare.
Ma veniamo a noi...
Il costo del biglietto è generalmente di 7 euro, con possibilità di riduzione per gruppi, anziani, bambini e studenti. Al pagamento del biglietto viene distribuito un opuscoletto contenente un glossario, che descrive sommariamente le principali tipologie di reperti che si potranno visionare nel corso della visita. E' possibile noleggiare un'audio-guida, che potrebbe rivelarsi piuttosto utile, data la scarsità di informazioni all'interno della mostra stessa.
Un intero piano è stato dedicato all'esposizione della collezione Bonci Casuccini, composta perlopiù da corredi funerari; non mancano informazioni esaustive sulla storia di tale collezione, e di coloro che l'hanno raccolta, nel XIX secolo. I reperti sono parecchi, splendidamente conservati, e delle più svariate tipologie. Numerosissime sono le urne funerarie in pietra fetida, quasi tutte di epoca piuttosto tarda. Non mancano anche sculture, simulacri di divinità, ed oggetti di uso comune (bracieri, incensiere,ornamenti).  Un'ampia parte della mostra è dedicata alla produzione ceramica etrusca. Sono presenti numerosissimi manufatti in bucchero, ceramica nera diffusissima nel Villanoviano e vasi di evidente impronta greca, a figure nere o rosse, tutti di splendida fattura.
Le cose che più mi hanno colpito di questa mostra,  sono state il perfetto stato di conservazione di gran parte dei reperti e l'eleganza dell'allestimento. Certo, la Dea Bendata è stata dalla mia parte, perché son capitata in un orario morto, senza turisti o bambini in gita, che mi hanno fatto godere appieno tutta l'esposizione.
Tuttavia, ahimé, non è tutto oro ciò che riluce. Qualcosa di poco convincente, a onor del vero, l'ho trovata ed è anche piuttosto seria. Sto parlando della difficoltà di reperire informazioni storiche e tecniche sugli oggetti esposti. Tutt'ora ho dei dubbi sull'iconografia generale delle urne. Per non parlare della scarsità di informazioni generali sugli Etruschi stessi, su cui comunemente si sa così poco. In fondo si trattava di una mostra dedicata agli Etruschi, non a coloro che ne hanno raccolto i reperti...
Certo, se avessi noleggiato un'audio-guida, forse molti dei miei dubbi si sarebbero risolti da soli, però io sono profondamente convinta del fatto che spetti al visitatore scegliere se e come visionare una mostra (uh, com'è cacofonica quest'ultima frase...), e che quindi certe informazioni debbano essere messe a disposizione di tutti, con e senza audio-guida.
Comunque è una mostra molto interessante, che vale la pena di vedere.

Voto: 6

cheeri-o
giovedì, 24 maggio 2007,15:35
Sto sprofondando nelle mie ipocondrie. Per il resto è tutto come al solito.
Lungi da me discorsi tipo nessunomicapisceiononsonocomevoiblablabla, ormai ho superato quella fase, anche fisicamente.  E' solo che ogni tanto mi piacerebbe fare certi discorsi con qualcuno che la pensi esattamente come me. Si finisce sempre per chiudere il discorso con fare sconsolato, introducendo Nutella, dolciumi o il solito blabla quotidiano infarcito di banalità. Vero, non è esclusivamente colpa della Tyche, né tantomeno di chi mi circonda. Gran parte della responsabilità è della sottoscritta. Se si mostrasse un po' più per quello che è davvero, e magari riuscisse a descrivere quello che prova, forse le cose sarebbero un tantino diverse. Vabbeh che se ci provo ottengo risposte che mi farebbero venir voglia di infilare la testa nell'acido muriatico. Ho provato a non essere schizzinosa nello scegliere le persone che mi circondano. Il risultato è questo pantano in cui mi ritrovo. Goliardia, chiasso, balletti, risate. E tutto il resto? Non mi risulta che esista solo questo.



Il problema è che ho le mani che puzzano di pollo crudo, questo mi dà fastidio, già. Sto consumando taniche di sapone, ma niente, non se ne va.
by VerdeEtViola | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:lamentele, argh, amenità varie, banalità
martedì, 22 maggio 2007,15:32
Being There

Titolo Originale: BEING THERE
Regia: Hal Ashby
Interpreti: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvin Douglas, Jack Warden
Durata: h 2.08
Nazionalità: USA 1979
Genere:
commedia

Non sono capace di scrivere recensioni, nè d'altronde posseggo conoscenze cinematografiche tali da permettermelo. Ciononostante, negli ultimi tempi sto sviluppando un grande interesse nei confronti di tutto ciò che mi faccia dimenticare, anche solo per un attimo, di essere Nicoletta. E i film ci riescono particolarmente bene, perciò eccomi qui, invece di studiare passo le giornate a guardare film.
Questo non è male, affatto. Parla di un giardiniere analfabeta (un ispirato Peter Sellers) cresciuto nel giardino di una villa, istruitosi solo grazie alla televisione. Chance, questo è il nome del giardiniere, conduce una vita semplice, si dedica con tutto sé stesso alla cura del giardino in cui vive. Tuttavia la sua vita è destinata a cambiare dopo la morte del padrone della villa in cui è nato e cresciuto. Mandato via dagli avvocati, egli s'imbatte nella ricchissima Eve (Shirley McLaine), moglie di un importante politico. Tutto il film si basa sugli equivoci che vengono a crearsi intorno alla figura del giardiniere, che viene scambiato per un saggio ed illuminato uomo d'affari caduto in rovina.
Che dire, l'interpretazione di Sellers è commovente, la figura di Chance, così pura e distaccata, è una vera e propria manna dal cielo, in un mondo fatto di politici occhialuti e decisamente poco capaci, rappresentati egregiamente nel film.
Impossibile non provare una certa amarezza, durante la visione di questo lungometraggio: Chance viene scambiato per una specie di profeta destinato a risollevare le sorti dell'America, è quasi come dire che cani e porci possono fare politica (o forse che basta essere bianchi, per riuscire a diventare qualcuno). Nonostante il sarcasmo della narrazione di una situazione amaramente paradossale, non mancano nella pellicola momenti divertenti. Nel complesso, un film decisamente grazioso, che vale la pena di vedere, per passare due piacevoli ore.

Voto: 6.5

Chiedo scusa a tutti i cinefili in ascolto per le sciocchezze contenute in questo post. In fondo sono solo le impressioni di una novellina. Però la buona volontà non manca.
by VerdeEtViola | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:cinema, film, pseudo review
lunedì, 21 maggio 2007,19:10
Un attimo prima sei piena di aspettative, non fai che pensare alle innumerevoli, peccaminose porte che si aprono sul tuo cammino, e un attimo dopo ti ritrovi su un treno pieno di borghesucci come te a disegnare discutibili caricature di Amor Sacro e Amor Profano. Dev' essere quella cosa che chiamano CICLICITA' . Io la chiamo STRONZATA. Non capisco proprio perché il tempo debba passare così in fretta, le pagine neanche ne rendono l'idea. Per questo forse sto trascrivendo tutto qui. Niente pagine, niente calligrafie sconquassate, niente di niente.
by VerdeEtViola | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:viaggi, lamentele, treni
domenica, 13 maggio 2007,13:05
E nemmeno oggi trasmetteranno Passepartout. Dah.

Come sto? Sto che ho riaperto i miei libri sull' Arte contemporanea. Sto che il sangue nelle vene si è animato. Ho buttato giù scarabocchi su scarabocchi, tracciati con mano isterica. Credo di non essere più capace di completare un disegno, quando mi prende questo furore. E ormai disegno solo se c'è, il furore.

Centinaia di parole, di Ismi, di avanguardie storiche, di concetti già espressi, di macchie delle tre del pomeriggio,  di tazze pelose, di colori mi si affollano nella testa, non riesco più a formulare pensieri sensati. E' la droga migliore che possa esistere. Il sangue pulsa talmente forte che le mie vene potrebbero esplodere da un momento all'altro.

Come sto?
Sto da Dio. Sto da Demiurgo. Mi sento schiacciata come i tasti che premo per scrivere, sono quei tasti. Sto come lo stereo con i bassi troppo forti. Quando questa sottospecie di eroico furore mi prende, adoro tutto quello che c'è fuori. Ed è tutto MIO.
by VerdeEtViola | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:
giovedì, 10 maggio 2007,13:05
Quella notte il telefono squillò come un gallo uo-oho.

C'è un odore decisamente sgradevole qui, oggi. Puzza di estate, di balcone, e di sole, quel sole che rende l'asfalto appiccicoso come melassa. Quest'anno niente otium literarium. Devo dare almeno quattro esami. Spero di cuore di poter evitare di studiare dopo il 9 luglio.
Ma alla fine non credo di aver mai passato un'estate dedicata all'otium, quindi di che mi lamento? Le mie estati sono fatte di the freddo, pomeriggi sul letto, ricerca di tramonti arancioni. Al massimo, una capatina in quel di Genova, se non sono inopportuna. Ma tanto è completamente inutile che io faccia progetti sul mese di luglio. C'è di mezzo quel simpatico canyon degli esami, che mi separa dall'antica spensieratezza. Tutto per una laurea? Mah, sarà...

Toh, un post inutile, ma che sorpresa.
Citiamo, và.

Tutti si affollarono attorno alla porta, che per metà era fatta di vetro. Nonno Joe prese in braccio Charlie per fargli vedere meglio l’interno della stanza. Charlie vide un lungo tavolo su cui c’erano file e file di piccoli cubetti bianchi, molto simili a quelli di zucchero che si mettono nel tè – l’unica differenza era che ognuno di loro aveva una buffa faccetta rosa disegnata su un lato. All’altra estremità del lungo tavolo un gruppo di Umpa-Lumpa era impegnato a dipingere le faccette rosa su altre caramelle a cubetto. «Eccole qua! » esclamò il signor Wonka. «Le famose Caramelle a cubetto che si girano». «Ma come fanno a girarsi se sono quadrate? » domandò Mike Tivù. «Sono troppo spigolose» disse Veruca Salt. «Secondo me non gireranno mai. Non sono mica rotonde! » «E chi ha mai detto che sono rotonde? » rispose il signor Wonka. «Non ho mai negato che fossero cubetti». «Ma lei ha detto che potevano girare» ribatté Veruca. «Neanche per sogno! Ho detto che potevano girarsi». «Ma come fanno con quegli spigoli? Sono troppo squadrate!» «Eppure si girano!» insisté il signor Wonka «Sono sicura che non è possibile!» esclamò Veruca. «Veruca cara» intervenne la signora Salt, « non dare retta al signor Wonka, ti sta prendendo in giro!» «Cara la mia vecchia triglia» ribatté il signor Wonka, « perché non va a farsi friggere?» «Come osa parlarmi così?» gridò la signora Salt. «Oh, la pianti di starnazzare!» disse il signor Wonka. «State a vedere!» Tirò fuori una chiave dalla tasca, fece scattare la serratura e spalancò la porta…e d’un tratto… al rumore della porta che si apriva, tutte quelle file di caramelle a cubetti si girarono rapidamente per vedere chi stava entrando. Le faccette rosa si voltarono verso la porta e guardarono il signor Wonka. «Visto!» esclamò trionfante. «Si sono girate tutte! C’è poco da discutere: sono Caramelle a cubetto che si girano!» «Perbacco, ha ragione!» disse Nonno Joe. «Coraggio! Continuiamo la nostra visita! Non dobbiamo gingillarci!» disse il signor Wonka, riprendendo la sua corsa lungo il corridoio.

(R. Dahl - La Fabbrica di cioccolato)
by VerdeEtViola | commenti (1) | commenti (1)(popup)
Link | categoria:
mercoledì, 09 maggio 2007,15:44


So che non dovrei iniziare ogni mio post con un'immagine, ma so anche che il concetto di 'ogni' impallidisce di fronte ai tre laconici micro-monologhi, che per ora occupano questo blog.
Non so perché ho scelto Seurat. Sarà che più che gelido, lo trovo meravigliosamente sarcastico. Se ne sta lì, con tutti i suoi puntini a guardare Parigi, le sue Cocottes impiastricciate, i suoi signori baffuti, le sue bettole, le sue alcove. Sghignazza, osserva luci e vetrine. Lo immagino un po' Flaneur, monsieur Seurat. E poi ritrae giornate piene di sole sulla Grand-Jatte, donne con scimmiette, bagnanti bianchi e rosa in canottiera e cappelli di pelle, circhi sbrilluccicanti e ballerine dalle mani minuscole. E' tutto così immobile, nei suoi quadri. Cristallizzato nella sua inutilità. Sono tutti molto seri. Figure geometriche colorate e vestite. Qualcuno però sorride, come le ballerine quassù, ma sono sorrisi beffardi. Si prendono gioco di chi le osserva, di chi fa pensieri osceni vedendo le loro gambe ed i loro affaccendati piedini, come il signore col cappello.
E Seurat, seduto ad un tavolino nelle retrovie, osserva ogni cosa, sghignazza, immagina una pioggia di puntini che si riversa su quelle persone, si solidifica e le intrappola nel loro mondo dorato. Statue colorate, simulacro della decadenza.
Non riesco a capire come sia possibile che M. preferisca Signac.

De gustibus, sì.
by VerdeEtViola | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:arte, parigi, pointillisme, vie en rose
martedì, 08 maggio 2007,19:27
Peanuts, my love

Bene, bene, bene.
Vedo che questa massa informe comincia ad assomigliare ad un vero blog. Sta' a vedere che un giorno o l'altro imparo anche a scriverci cose intelligenti.

Yep!
by VerdeEtViola | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:

Heracleum blog & web tools