domenica, 12 agosto 2007,23:24
Storage


D sedeva nel magazzino polveroso. Molti sacchi erano ancora ben chiusi, altri si appiattivano, liberandosi silenziosamente del loro contenuto. C'erano pozzanghere bianche, brutalmente sporcate dalla polvere, in ogni angolo. La luce filtrava dalle crepe del legno, lasciando intravedere comitive di Pyralis farinalis svolazzanti e densissime nuvole di farina. Non vi era nulla, in quella stanza, che non fosse stato ricoperto dal bianco e lezioso corredo di quella vanitosa ed impalpabile signorina. Le mani di D si tuffavano continuamente nei sacchi aperti. Talvolta cercava di scolpire qualcosa, ma le spigolose montagnine collassavano su loro stesse prima ancora di assumere una Forma.
D non si annoiava mai, sapeva riconoscere ogni farfallina dal modo di volare. Le piaceva pensare di essere stata cresciuta da loro, in quella stanza legnosa.
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venerdì, 10 agosto 2007,18:02
Ma chissà se lo sai

Le voci di quei soliti due o tre cantautori smielati si mischiano, non riuscirei a distinguerli. Poi mi viene in mente Lucio Dalla. Sì, ci dev'essere anche lui, in quel miscuglio.
Ricordi come ti sentivi, su quel seggiolino grigio che puzzava d'auto? Ricordi la mano di tuo padre che ti faceva il solletico ai piedi? Ricordi tua madre seduta a destra, senza una scarpa, che guardava fuori? Ricordi anche quel cielo grigio, e quelle nuvole fresche che si appollaiavano con aria sonnecchiante sulle montagne?

Ricordi la prima volta che sei passata per il Brennero?
Se fossi sopravvissuta, probabilmente avresti percorso quella strada talmente spesso che ne conosceresti a memoria ogni metro. Passandoci, certe volte, seduta dietro tuo padre, ho avuto l'impressione che fossi ancora viva, però erano solo sciocche fantasticherie. Se esistesse ancora anche solo una molecola di te, probabilmente la mia vita sarebbe diversa. Invece quel nonsoquandodinonsoqualeanno tu sei sparita. nel momento esatto in cui mio, tuo, nostro padre chiuse la porta di casa dietro di sé.
Ed ora, vorrei tanto che fossi sopravvissuta tu, al posto mio, piccola Futura. Perché non avrei conosciuto l'inferno che una parola bisillaba può trascinarsi dietro. Sarebbe toccato a te, anche se probabilmente sarebbe stato tutto meno difficile.
O forse no. Però almeno non ci sarei stata io, seduta su questa melanconica seggiola, unico simulacro di ciò che un tempo era racchiuso tra queste mura.

Sarebbe stato fantastico, non trovi?
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domenica, 05 agosto 2007,11:57
I don't care if it hurts,
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
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venerdì, 03 agosto 2007,13:56
E poi si torna indietro. Si cade, ci si spella. Le membra si arrossano e si gonfiano. Ma questa non è colpa del Fango. Il problema è che riesco a guardare con ludicità alle cose solo quando è troppo tardi. E quando posso pentirmene, e detestarmi. Mi ero adagiata, continuo a fossilizzarmi su quella solita storia, ormai ne conosco ogni battuta, basta così.

Non vale davvero la pena di sciupare qualcosa di così perfetto solo per degli sciocchi capricci.
Si ricomincia. Tutto.

the roof of surprises
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