martedì, 21 ottobre 2008,14:34

"Who’s got the sweetest disposition?

One guess, that’s who?
Who’d never, ever start an argument?
Who never shows a bit of temperament?
Who's never wrong but always right?
Who'd never dream of starting a fight?
Who get stuck with all the bad luck?  
No one but Donald Duck ME!



Keira Knightley
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sabato, 03 maggio 2008,23:51
C'è che anche oggi non ho concluso assolutamente nulla, e continuo a dare la colpa al mio morente evidenziatore ed al suo sempre più anemico tratto rosa. Però va bene così, dai. In fin dei conti mi sto rilassando un po', e in questo non c'è assolutamente nulla di male, almeno credo.
Diciamo che in linea di massima avrei bisogno di stare un po' da sola, ma nel vero senso della parola, non in una camera da letto semicomunicante con uno studio perennemente abitato da qualcuno. Mi piacerebbe passare una di quelle giornate completamente solitarie che tanto amo, ma che da un anno a questa parte rappresentano solo fugaci momenti di sollievo in una situazione che in realtà è abbastanza opprimente. E invece fino a lunedì prossimo, a quanto pare, ciccia. Ancora una volta.

C'è che sono sorprendentemente serena, nonostante la serata abbia imboccato più volte sentieri abbastanza ripidi e ciottolosi, per i miei standard.
C'è che stanno venendo fuori un sacco di grovigli contraddittori che non sono assolutamente in grado di districare. Sono ignava persino nelle mie opinioni, non ho le idee chiare praticamente su nulla. Ma sono serena, e questo non è decisamente un post sarcastico.

Eppure le cose stanno cambiando: oggi più che mai sento il bisogno di confrontarmi, di capire quali siano effettivamente le mie idee ed in cosa consistano i miei ideali. Ma anche questa è una contraddizione perché, a dirla tutta, confrontarmi con la realtà è una cosa a cui non tengo affatto, tanto per dirla cinematograficamente.
In effetti non è vero che son rimasta bruco: col passare degli anni mi sono impupata in un bozzolo sempre più spesso e fitto, che mi ha reso completamente incapace in molte, se non in tutte le cose (evvai, stasera le citazioni cinematografiche si susseguono like waves on the shore). Cose con cui  devo scontrarmi inevitabilmente ogni giorno, e che fanno anche un po' male.  Ma continuo ad essere serena, e la cosa mi sembra ancora più strana.

E la cosa più incredibile è che sono serena anche quando mi trovo a constatare quanto effettivamente cambino nel tempo i sentimenti delle persone intorno a me. Un tempo ne sarei morta, adesso ne prendo atto, e quasi mi vien da ridere. Non è vero che gli altri cambiano ed io resto la stessa: continuo a produrre filamenti setosi ed appiccicosi, e continuo ad attorcigliarmeli addosso. Il groviglio si infittisce, presto si indurirà.

E nonostante tutto sono serena.
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venerdì, 21 dicembre 2007,21:11
E dire che mi sentivo così adulta, in quelle sere d'estate passate con lo stereo acceso, il balcone spalancato, e discutibili riviste di musica aperte sul mio letto.

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giovedì, 11 ottobre 2007,13:24
Tatooine

A parte il fatto che ogni volta che spengo questo computer, potrebbe non accendersi mai più, visto l'andazzo generale delle cose.
Detesto accorgermi di aver lasciato dei frammenti di guscio d'uovo nella frittata solo dopo averla cotta per benino. Niente di irreversibile, certo. Si può sempre smembrarla, triturarla e pestarla per bene, fino ad ottenere un delizioso omogeneizzato gusto uovo-sottiletta-prosciutto, che fornisce tutto il nutrimento di cui il tuo bambino ha bisogno, oltre ad un culetto satinato, ovviamente.
Tutto questo per dire che nei periodi in cui sento M ogni sera, non mi curo minimamente di filtrare l'uovo sbattuto, lasciandoci dentro tutti i pezzi che son vi son caduti mentre rompevo il guscio. E che però poi, quando lui passeggia tra blocchi di marmo e olive, mi rendo conto di dover assolutamente liberare la frittata di tutte quelle schegge poco igieniche.
E mi ritrovo al buio, nel mio letto, ad invocare il suo nome e a raccontargli le mie giornate (sì, come coloro io le cose non lo fa nessuno e blablabla). Mi manca tantissimo, sì.
Lunedì mi sembrava di camminare in un'enorme distesa assolata, quando guardavo le caselline del calendario di Tamara de Lempicka. Riuscivo a sentire il rumore degli scorpioni sulla sabbia. Però mi sono tenuta impegnata, almeno per i primi due giorni. Stare per tutte quelle ore all'università è un vero e proprio toccasana, non solo per resistere alla tentazione di cominciare a realizzare una mesta e quantomai patetica sciarpa con i ferri n°8 per il mio - momentaneamente - perduto amor, ma anche per riuscire a sopravvivere al serraglio di via Caravaggio.
E così i primi, angosciosi due giorni sono passati in maniera quasi del tutto indolore. Il terzo l'ho passato a fingermi malata e a sonnecchiare sotto le coperte, ed oggi siamo già a giovedì. Le sterpaglie cominciano a spuntare qua e là nella sabbia, e si vede anche qualche cavalletta, in giro. Aspetto il tecnico del computer, che secondo me non si presenterà, per cercare di capire qualcosa sulle condizioni di questa scatoletta accessoriata; approfitto dell'assenza del Panzer Ninì, per potermi mantenere leggera e continuare questa dannatissima dieta, ché per perdere un altro chilo ci ho messo praticamente mezzo mese, grazie ai continui sabotaggi alimentari di mia madre e mia nonna. Come se fossi sciupata, poi.

La Miodesopsia A sembra un insetto, devo cercare di riprodurla su carta, un giorno di questi.
giovedì, 27 settembre 2007,11:52
I must leave London,
it is bad for my soul,
it's making a hole
that will erode me.
I cannot subscribe,
I cannot toe the line

Ladevosmettere.
A furia di attorcigliarmi nei mei ragionamenti contorti, finirà che ci rimarrò strozzata. Tutto quello che vorrei è, no non lo so nemmeno io cos'è che vorrei. Cioè sì, ma non riesco a focalizzarmici. Era meglio quando le mie ossessioni riguardavano soltanto la Signora con la Piuma. Ora sono diventate così banali, anche se cerco di innalzarle, già. Banali e tremendamente distruttive. Forse è anche per questo che cerco qualcosa di insano con cui occupare le mie giornate. Però la bacchettonaggine alla fine ha sempre la meglio, ed io resto stesa sul letto a fissare la lampadina fino al bruciore.
Pian piano però qualcosa sta salendo a galla, c'è chi se ne accorge. Tra non molto i pii samaritani cominceranno ad accalcarsi fuori alla mia stanza, facendo timidamente capolino per chiedermi in modo goffo se ho qualche problema. E la cosa diventerà insostenibile. Allora sì che si riderà. Oh, della grossa.


Dai, già che ci sono, posto un'originalissima foto che ho scattato a Frine, la mia modella. E che ho originalmente ritoccato con l'originalissimo Photoshop. Cheggrandeartista.

Keira Knightley
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venerdì, 14 settembre 2007,20:12
wond

Prima pensavo al Paese delle Meraviglie: Alice crede che nel suo mondo ideale nulla sarebbe com'è perché tutto sarebbe come non è; di conseguenza ciò che è non sarebbe, e ciò che non è sarebbe.
Però la cara Alice incappa in un errore di fondo.
Se ciò che non è fosse, nulla sarebbe possibile. Le bestiole non potrebbero vivere in casette, perché le casette non sarebbero. E neanche le bestiole. E neppure il Caos potrebbe regnare, perché non sarebbe Caos. Se tutto dev'essere come non è, allora non può non essere. Alice sogna una specie di universo ibrido. Comodo, ma irrealizzabile.

L'uomo si estrinseca nel non essere, però a considerare l'essere si guadagna tempo.
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domenica, 05 agosto 2007,11:57
I don't care if it hurts,
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
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venerdì, 03 agosto 2007,13:56
E poi si torna indietro. Si cade, ci si spella. Le membra si arrossano e si gonfiano. Ma questa non è colpa del Fango. Il problema è che riesco a guardare con ludicità alle cose solo quando è troppo tardi. E quando posso pentirmene, e detestarmi. Mi ero adagiata, continuo a fossilizzarmi su quella solita storia, ormai ne conosco ogni battuta, basta così.

Non vale davvero la pena di sciupare qualcosa di così perfetto solo per degli sciocchi capricci.
Si ricomincia. Tutto.

the roof of surprises
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venerdì, 06 luglio 2007,14:15
Dozzinale

Mi sembra il momento adatto per ricominciare la mia -ormai antica- Crociata contro tutto ciò che c'è di dozzinale nell'Arte. Mi rendo conto di quanto Neoclassica possa essere questa mia ostinazione, ma in fin dei conti non credo che ci sia nulla di male. D'altro canto, se esiste la soggettività della percezione, perché questa non si dovrebbe estendere anche all'Arte, che altro non è se percezione e mimesi?
Ho sempre detestato le nature morte ittiche  del museo di Capodimonte, danze di pescatori sdentati, piedi sporchi, barchette e reti, contadini che trasportano carri pieni di verdura.

L'Arte non è di tutti. Inutile nascondersi dietro a demagogismi di bassa qualità.

Si possono riempire centinaia di stazioni della metropolitana con le più disparate opere di giovani e promettenti artisti, verranno sempre e comunque imbrattate. Kikko amerà Kekka 4eva fino all'ultimo istante di vita del pianeta Terra. Si possono sprecare centinaia di migliaia di parole, ma tutto resterà invariato. Tutti a bocca aperta davanti a discutibili ritratti del Vesuvio, con tanto di pino di Posillipo. Che bravi.



Uhm, volevo fare tutt'altro intervento. Tamara de Lempicka, Dandysmo, luci notturne e ritrattistica.
Vabeh, la prochaine fois.


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sabato, 16 giugno 2007,14:01
Sogno un pontile di legno e pietra, consumato ed unto dalla salsedine. File di bitte su cui sedermi, mantenendomi il cappello per non farlo volar in acqua. Sogno le tre del pomeriggio, un cestino di frutta, sogno il pacifico urtarsi delle barche, lo sciabordio dell'acqua sugli scafi. Sogno gabbiani che scrutano le barche, appollaiati sui loro pali. Ogni tanto uno di loro si alza e vola via. Forse vuole cercare qualcosa da mangiare, forse ha visto qualcosa d'interessante. Sogno un venticello tiepido, di quelli che fanno svolazzare le gonne. Sogno di guardare il riflesso del sole sull'acqua fino alle lacrime. Mi piace fissare la luce fino a quando gli occhi cominciano a lacrimare e bruciare. Sogno ammassi di pesciolini che si accapigliano per un dente di leone caduto in acqua. Sogno quegli arpeggi, la corsa a piedi nudi sul prato. Sogno di cadere sull'erba, di rotolarmici come una ragazzina, di fare corone di fiori.E di starnutire. Ora sono seduta sulla riva del fiume, se aguzzo la vista vedo gli alberi delle barche. Sogno nuvolette bianche che si rincorrono, fiorellini gialli, api, farfalle.




Sogno, sogno, sogno.


La metà sinistra del mio cuore
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