lunedì, 09 giugno 2008,16:38
Vabbè, tanto ormai questo blog è diventato un lamentoio postadolescenziale persino peggiore di quello che avevo prima, ma che per fortuna - e il mondo intero non smetterà mai di ringraziarmi abbastanza - ho deciso di rendere privato, così che la sottoscritta possa essere davvero l'unica abbastanza masochista da navigare in certe paludi miasmatiche.
Speravo che l'esperienza su una piattaforma diversa, frequentata da gente diversa - e sconosciuta - mi sarebbe stata utile, in qualche misura, a smetterla di scrivere determinate stronzate. Volevo fare qualcosa di diverso, in genere coi blog come questo mi ci soffio sarcasticamente il naso. Eppure da brava cretina ci son ricascata. Ah ah, grasse risate.
Comunque sia, è andata, tanto vale utilizzare questo inutile spazio ormai contaminato per far girare i miei coglioni in libertà, cosicché possano prendere un po' d'aria fresca e brucare un po' di erbette di campo gusto diossina.

Sono letteralmente STANCA del viscidume di certe persone. Gente che per sembrare meno putrida e informe si avviluppa nel pizzo sangallo. Carino, fashion, senza ombra di dubbio, ok. Ma certi sotterfugi mi fanno schifo. Certa gente è decisamente figlia di questa città. Vogliono rimanere qui, aggrappati alle puzzolenti e avvelenate sottane della mamma? Facciano pure, io GODO della loro pochezza.
Sono stanca anche di altre cose, le solite, in linea di massima. Solo che oggi les habitudes mi fan girare i coglioni quasi più della putredine, tanto per citare quel figo dell'assistente del mio prof di Discipline dello Spettacolo.
E sono stanca degli omuncoli  patetici. Uno in particolare. Errore di valutazione imperdonabile da parte mia, ma che mi ha ribadito una lezione che avevo ingenuamente pensato di mettere da parte. Ora però me la sono tatuata ovunque, non la scordo più: gli omuncoli patetici sono patetici e basta, non c'è nient'altro dietro. Sciocco, da parte mia, sopravvalutare tanto una persona. E' triste esattamente come tutti gli altri, e forse ha persino meno dignità. Verme, patetico verme.

E sono stanca della mia ignavia, cazzo se sono stanca. E della mia pigrizia, cristo santo. E del mio orgoglio. Potrei pure alzare la cornetta e chiamare A, ma la verità è che se mi esponessi e in cambio ricevessi strafottenza e non quello che in realtà mi avrebbe spinto a chiamarlo, ne  uscirei sconfitta su tutta la linea. Umiliante, diventerei peggio degli omuncoli patetici.

Vaffanculo, oggi corrodo.

E poi che cazzo ci faceva sotto casa mia quella 127 rossa con l'adesivo bruciato sul lunotto posteriore?
sabato, 03 maggio 2008,23:51
C'è che anche oggi non ho concluso assolutamente nulla, e continuo a dare la colpa al mio morente evidenziatore ed al suo sempre più anemico tratto rosa. Però va bene così, dai. In fin dei conti mi sto rilassando un po', e in questo non c'è assolutamente nulla di male, almeno credo.
Diciamo che in linea di massima avrei bisogno di stare un po' da sola, ma nel vero senso della parola, non in una camera da letto semicomunicante con uno studio perennemente abitato da qualcuno. Mi piacerebbe passare una di quelle giornate completamente solitarie che tanto amo, ma che da un anno a questa parte rappresentano solo fugaci momenti di sollievo in una situazione che in realtà è abbastanza opprimente. E invece fino a lunedì prossimo, a quanto pare, ciccia. Ancora una volta.

C'è che sono sorprendentemente serena, nonostante la serata abbia imboccato più volte sentieri abbastanza ripidi e ciottolosi, per i miei standard.
C'è che stanno venendo fuori un sacco di grovigli contraddittori che non sono assolutamente in grado di districare. Sono ignava persino nelle mie opinioni, non ho le idee chiare praticamente su nulla. Ma sono serena, e questo non è decisamente un post sarcastico.

Eppure le cose stanno cambiando: oggi più che mai sento il bisogno di confrontarmi, di capire quali siano effettivamente le mie idee ed in cosa consistano i miei ideali. Ma anche questa è una contraddizione perché, a dirla tutta, confrontarmi con la realtà è una cosa a cui non tengo affatto, tanto per dirla cinematograficamente.
In effetti non è vero che son rimasta bruco: col passare degli anni mi sono impupata in un bozzolo sempre più spesso e fitto, che mi ha reso completamente incapace in molte, se non in tutte le cose (evvai, stasera le citazioni cinematografiche si susseguono like waves on the shore). Cose con cui  devo scontrarmi inevitabilmente ogni giorno, e che fanno anche un po' male.  Ma continuo ad essere serena, e la cosa mi sembra ancora più strana.

E la cosa più incredibile è che sono serena anche quando mi trovo a constatare quanto effettivamente cambino nel tempo i sentimenti delle persone intorno a me. Un tempo ne sarei morta, adesso ne prendo atto, e quasi mi vien da ridere. Non è vero che gli altri cambiano ed io resto la stessa: continuo a produrre filamenti setosi ed appiccicosi, e continuo ad attorcigliarmeli addosso. Il groviglio si infittisce, presto si indurirà.

E nonostante tutto sono serena.
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venerdì, 06 luglio 2007,14:15
Dozzinale

Mi sembra il momento adatto per ricominciare la mia -ormai antica- Crociata contro tutto ciò che c'è di dozzinale nell'Arte. Mi rendo conto di quanto Neoclassica possa essere questa mia ostinazione, ma in fin dei conti non credo che ci sia nulla di male. D'altro canto, se esiste la soggettività della percezione, perché questa non si dovrebbe estendere anche all'Arte, che altro non è se percezione e mimesi?
Ho sempre detestato le nature morte ittiche  del museo di Capodimonte, danze di pescatori sdentati, piedi sporchi, barchette e reti, contadini che trasportano carri pieni di verdura.

L'Arte non è di tutti. Inutile nascondersi dietro a demagogismi di bassa qualità.

Si possono riempire centinaia di stazioni della metropolitana con le più disparate opere di giovani e promettenti artisti, verranno sempre e comunque imbrattate. Kikko amerà Kekka 4eva fino all'ultimo istante di vita del pianeta Terra. Si possono sprecare centinaia di migliaia di parole, ma tutto resterà invariato. Tutti a bocca aperta davanti a discutibili ritratti del Vesuvio, con tanto di pino di Posillipo. Che bravi.



Uhm, volevo fare tutt'altro intervento. Tamara de Lempicka, Dandysmo, luci notturne e ritrattistica.
Vabeh, la prochaine fois.


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