domenica, 13 aprile 2008,18:00
Una torre tutta di alabastro, platino e velluto, la cui inclinazione è di circa 5 metri. Questo nuovo rifugio che mi son trovata funziona a meraviglia. E lo sento così vicino, così facilmente raggiungibile. Invece ci sarà da ridere, e tanto: mi aspetto il peggio.

Peccato che tra me e quella torre di alabastro, platino e velluto ci siano migliaia di gradoni di porfido non sbozzato, piogge di cubilia e lapilli, cascate di fogli a quadretti.

Via da qui, diamine.
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giovedì, 11 ottobre 2007,13:24
Tatooine

A parte il fatto che ogni volta che spengo questo computer, potrebbe non accendersi mai più, visto l'andazzo generale delle cose.
Detesto accorgermi di aver lasciato dei frammenti di guscio d'uovo nella frittata solo dopo averla cotta per benino. Niente di irreversibile, certo. Si può sempre smembrarla, triturarla e pestarla per bene, fino ad ottenere un delizioso omogeneizzato gusto uovo-sottiletta-prosciutto, che fornisce tutto il nutrimento di cui il tuo bambino ha bisogno, oltre ad un culetto satinato, ovviamente.
Tutto questo per dire che nei periodi in cui sento M ogni sera, non mi curo minimamente di filtrare l'uovo sbattuto, lasciandoci dentro tutti i pezzi che son vi son caduti mentre rompevo il guscio. E che però poi, quando lui passeggia tra blocchi di marmo e olive, mi rendo conto di dover assolutamente liberare la frittata di tutte quelle schegge poco igieniche.
E mi ritrovo al buio, nel mio letto, ad invocare il suo nome e a raccontargli le mie giornate (sì, come coloro io le cose non lo fa nessuno e blablabla). Mi manca tantissimo, sì.
Lunedì mi sembrava di camminare in un'enorme distesa assolata, quando guardavo le caselline del calendario di Tamara de Lempicka. Riuscivo a sentire il rumore degli scorpioni sulla sabbia. Però mi sono tenuta impegnata, almeno per i primi due giorni. Stare per tutte quelle ore all'università è un vero e proprio toccasana, non solo per resistere alla tentazione di cominciare a realizzare una mesta e quantomai patetica sciarpa con i ferri n°8 per il mio - momentaneamente - perduto amor, ma anche per riuscire a sopravvivere al serraglio di via Caravaggio.
E così i primi, angosciosi due giorni sono passati in maniera quasi del tutto indolore. Il terzo l'ho passato a fingermi malata e a sonnecchiare sotto le coperte, ed oggi siamo già a giovedì. Le sterpaglie cominciano a spuntare qua e là nella sabbia, e si vede anche qualche cavalletta, in giro. Aspetto il tecnico del computer, che secondo me non si presenterà, per cercare di capire qualcosa sulle condizioni di questa scatoletta accessoriata; approfitto dell'assenza del Panzer Ninì, per potermi mantenere leggera e continuare questa dannatissima dieta, ché per perdere un altro chilo ci ho messo praticamente mezzo mese, grazie ai continui sabotaggi alimentari di mia madre e mia nonna. Come se fossi sciupata, poi.

La Miodesopsia A sembra un insetto, devo cercare di riprodurla su carta, un giorno di questi.
giovedì, 27 settembre 2007,11:52
I must leave London,
it is bad for my soul,
it's making a hole
that will erode me.
I cannot subscribe,
I cannot toe the line

Ladevosmettere.
A furia di attorcigliarmi nei mei ragionamenti contorti, finirà che ci rimarrò strozzata. Tutto quello che vorrei è, no non lo so nemmeno io cos'è che vorrei. Cioè sì, ma non riesco a focalizzarmici. Era meglio quando le mie ossessioni riguardavano soltanto la Signora con la Piuma. Ora sono diventate così banali, anche se cerco di innalzarle, già. Banali e tremendamente distruttive. Forse è anche per questo che cerco qualcosa di insano con cui occupare le mie giornate. Però la bacchettonaggine alla fine ha sempre la meglio, ed io resto stesa sul letto a fissare la lampadina fino al bruciore.
Pian piano però qualcosa sta salendo a galla, c'è chi se ne accorge. Tra non molto i pii samaritani cominceranno ad accalcarsi fuori alla mia stanza, facendo timidamente capolino per chiedermi in modo goffo se ho qualche problema. E la cosa diventerà insostenibile. Allora sì che si riderà. Oh, della grossa.


Dai, già che ci sono, posto un'originalissima foto che ho scattato a Frine, la mia modella. E che ho originalmente ritoccato con l'originalissimo Photoshop. Cheggrandeartista.

Keira Knightley
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venerdì, 21 settembre 2007,12:48
miomiomio

Questo post era talmente patetico che si è autodistrutto.
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venerdì, 10 agosto 2007,18:02
Ma chissà se lo sai

Le voci di quei soliti due o tre cantautori smielati si mischiano, non riuscirei a distinguerli. Poi mi viene in mente Lucio Dalla. Sì, ci dev'essere anche lui, in quel miscuglio.
Ricordi come ti sentivi, su quel seggiolino grigio che puzzava d'auto? Ricordi la mano di tuo padre che ti faceva il solletico ai piedi? Ricordi tua madre seduta a destra, senza una scarpa, che guardava fuori? Ricordi anche quel cielo grigio, e quelle nuvole fresche che si appollaiavano con aria sonnecchiante sulle montagne?

Ricordi la prima volta che sei passata per il Brennero?
Se fossi sopravvissuta, probabilmente avresti percorso quella strada talmente spesso che ne conosceresti a memoria ogni metro. Passandoci, certe volte, seduta dietro tuo padre, ho avuto l'impressione che fossi ancora viva, però erano solo sciocche fantasticherie. Se esistesse ancora anche solo una molecola di te, probabilmente la mia vita sarebbe diversa. Invece quel nonsoquandodinonsoqualeanno tu sei sparita. nel momento esatto in cui mio, tuo, nostro padre chiuse la porta di casa dietro di sé.
Ed ora, vorrei tanto che fossi sopravvissuta tu, al posto mio, piccola Futura. Perché non avrei conosciuto l'inferno che una parola bisillaba può trascinarsi dietro. Sarebbe toccato a te, anche se probabilmente sarebbe stato tutto meno difficile.
O forse no. Però almeno non ci sarei stata io, seduta su questa melanconica seggiola, unico simulacro di ciò che un tempo era racchiuso tra queste mura.

Sarebbe stato fantastico, non trovi?
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venerdì, 03 agosto 2007,13:56
E poi si torna indietro. Si cade, ci si spella. Le membra si arrossano e si gonfiano. Ma questa non è colpa del Fango. Il problema è che riesco a guardare con ludicità alle cose solo quando è troppo tardi. E quando posso pentirmene, e detestarmi. Mi ero adagiata, continuo a fossilizzarmi su quella solita storia, ormai ne conosco ogni battuta, basta così.

Non vale davvero la pena di sciupare qualcosa di così perfetto solo per degli sciocchi capricci.
Si ricomincia. Tutto.

the roof of surprises
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giovedì, 24 maggio 2007,15:35
Sto sprofondando nelle mie ipocondrie. Per il resto è tutto come al solito.
Lungi da me discorsi tipo nessunomicapisceiononsonocomevoiblablabla, ormai ho superato quella fase, anche fisicamente.  E' solo che ogni tanto mi piacerebbe fare certi discorsi con qualcuno che la pensi esattamente come me. Si finisce sempre per chiudere il discorso con fare sconsolato, introducendo Nutella, dolciumi o il solito blabla quotidiano infarcito di banalità. Vero, non è esclusivamente colpa della Tyche, né tantomeno di chi mi circonda. Gran parte della responsabilità è della sottoscritta. Se si mostrasse un po' più per quello che è davvero, e magari riuscisse a descrivere quello che prova, forse le cose sarebbero un tantino diverse. Vabbeh che se ci provo ottengo risposte che mi farebbero venir voglia di infilare la testa nell'acido muriatico. Ho provato a non essere schizzinosa nello scegliere le persone che mi circondano. Il risultato è questo pantano in cui mi ritrovo. Goliardia, chiasso, balletti, risate. E tutto il resto? Non mi risulta che esista solo questo.



Il problema è che ho le mani che puzzano di pollo crudo, questo mi dà fastidio, già. Sto consumando taniche di sapone, ma niente, non se ne va.
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lunedì, 21 maggio 2007,19:10
Un attimo prima sei piena di aspettative, non fai che pensare alle innumerevoli, peccaminose porte che si aprono sul tuo cammino, e un attimo dopo ti ritrovi su un treno pieno di borghesucci come te a disegnare discutibili caricature di Amor Sacro e Amor Profano. Dev' essere quella cosa che chiamano CICLICITA' . Io la chiamo STRONZATA. Non capisco proprio perché il tempo debba passare così in fretta, le pagine neanche ne rendono l'idea. Per questo forse sto trascrivendo tutto qui. Niente pagine, niente calligrafie sconquassate, niente di niente.
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