domenica, 04 novembre 2007,20:03
locandina
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
16 Ottobre/31 Novembre 2007

In occasione di un disastroso consiglio di facoltà che ha interrotto tutte le lezioni della mattina, mi sono recata, assieme ad uno sparuto gruppo di studentesse diligenti, al Museo Archeologico di Napoli, luogo a me molto caro, per visitare una mostra sull'Arte Neopompeiana, con tanto di lezione tenutaci in loco dalla professoressa Irollo, una delle persone che hanno curato l'allestimento dell'esposizione.
L'ingresso al museo è di 6.50 euro, con possibile riduzione a 3.25 euro per le persone di età compresa tra i 18 e i 25 anni, e gratuito per tutti coloro che abbiano meno di 18 anni e per gli studenti universitari che siano iscritti a facoltà attinenti all'attività del museo (e qui si gode, ndr).
Ma veniamo a noi...
La mostra è stata allestita nella bellissima Sala della Meridiana, al secondo piano, quindi l'esposizione fissa del museo non ha subito sostanziali modifiche, eccezion fatta per alcuni reperti che sono stati ivi trasportati per integrare didatticamente l'allestimento.
La Sala è stata suddivisa in sei sezioni diverse, dedicate alle scene di genere, di vita quotidiana borghese calate in un contesto antico, alla pittura precedente al Neopompeianesimo che ritrae gli scavi al momento del ritrovamento, e all'attività di Alma Tadema, di cui compaiono in tutto 16 opere, tutte risalenti alla sua produzione pompeiana, eccezion fatta per un suo tardo - nonché adorabile - autoritratto.
Non saprei dire se sia per il mio scarso interesse nei confronti della pittura 'borghesotta' tipica dell'epoca vittoriana, o forse per le condizioni difficili in cui ho visitato la mostra, fatto sta che questa non rientra assolutamente tra le mostre che tornerei a visitare di mia spontanea volontà.
La disposizione delle opere non seguiva un criterio (o percorso, che dir si voglia) preciso, e ciò ne poteva rendere difficile la fruizione per coloro che , contrariamente a quanto è capitato a noi, avessero visitato la mostra senza una guida, o comunque senza qualcuno che avesse un minimo di preparazione sull'argomento. Inoltre - e qui la mia professoressa di Museologia si metterebbe le mani dai capelli - su tutti i quadri, da qualsiasi angolazione li si guardasse, era presente un insopportabile riflesso, ragion per per cui era praticamente impossibile riuscire ad osservare un dipinto per più di un minuto e senza contorcersi dolorosamente per riuscire a coglierne tutte le parti.
And least but not last, ho trovato odiosa la scelta dei colori delle pareti: si alternavano azzurrino tenue, crema, bianco latte, grigio e rosso pompeiano, forse in concomitanza ai grandi blocchi tematici in cui si dipanava l'esposizione, ma d'altro canto non avendo colto un filo conduttore preciso nella disposizione dei dipinti non posso neppure aver colto il criterio di scelta dell'ordine dei colori. Sempre se di criterio si possa parlare, questo non lo potrei proprio dire.
Ad ogni buon conto qualche aspetto positivo c'era: ad esempio ho apprezzato tantissimo la scelta di sistemare dei reperti che effettivamente comparivano in certi quadri, o comunque relativi alle scelte dei pittori, anche se devo ammettere che talvolta - specialmente nella parte centrale della sezione dedicata ad Alma Tadema - ho avuto l'impressione che certi oggetti fossero stati posti lì per riempire certi vuoti espositivi. Comunque, nonostante vi fosse una certa ridondanza nella scelta degli oggetti, l'ho trovata davvero un'ottima idea.
In definitiva, non è una delle migliori mostre che abbia mai visto, e dubito che tornerò a visitarla. Però apprezzo lo sforzo degli organizzatori di metter su un discorso sul Neopompeianesimo, che in realtà non è così lineare ed ovvio come molti sono portati a pensare.

Voto: 5

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Link | categoria:arte, antichità, mostre e fiere
mercoledì, 05 settembre 2007,16:17
Piero Manzoni
Napoli, Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina
19 Maggio/24 Settembre 2007


Questa mostra è ospitata dal labirintico MADRE di Via Luigi Settembrini. Il prezzo del biglietto è di 7 euro, e con esso si possono liberamente visitare la mostra di Manzoni, l'esposizione fissa del museo ed un'altra mostra, You Have Not Been Honest, una serie di filmati creati da artisti e cineasti contemporanei, su cui però non mi sono soffermata più di tanto.
Ma veniamo a noi...
Dopo aver faticosamente scoperto dove fosse situata la mostra del signor Manzoni, io ed il mio accompagnatore ci siamo arrampicati su per le candide scale del museo, curiosando qua e là nei piani intermedi tra le varie opere (alcune davvero belle, altre un po' meno...). Arriviamo al terzo piano, dove sonnecchiano alcune note cronologico-biografiche di Manzoni, qualche opera di Fontana e Burri (anche se forse ora faccio confusione tra i vari piani del museo, ma è passato un po' di tempo da quando ci sono stata).
Un po' timido come inizio, anche se devo ammettere che ci vuole molto poco perché si entri nel vivo dell'esposizione. Appena si gira l'angolo comincia la sfilza di Achrome, dal 1958 in poi. Decine di tele bianche e panini, fibre naturali o sintetiche, uova, mucchietti di cotone idrofilo e palline di polistirolo ricoperte di caolino. Sulla parete di ogni stanza compaiono altre note biografiche sull'evoluzione dell'artista, anche se talvolta è difficile riuscire a decifrarle. La monotonia Manzoniana è intervallata da alcuni Concetti Spaziali di Fontana e varie, bitorzolutissime tele di Castellani.
Ma Manzoni non ha creato solo tavole Achrome: sparse qua e là nelle stanze si trovano teche contenenti molte Tavole d'Accertamento, Linee delle più svariate dimensioni, i Fiati d'Artista, e gli immancabili barattoli di Merda. Presente anche qualche piedistallo da lui usato per le Sculture Viventi, e alcune, ormai stantie, uova sode con tanto di impronta del pollice, avanzate dall'happening del 1960. Non mancano neanche foto, documenti, manifesti dei Nucleari, certificati e vecchi inviti a mostre di sorta.

Una mostra divertente, che trasuda ironia da ogni suo poro, e davvero piacevole da seguire, forse un po' pesante per coloro che sono completamente a digiuno di Manzoni, vista la cripticità delle (poche) informazioni presenti.
Un'ultimo appunto: accanto alla porta di ogni stanza c'è un simboletto dell'audioguida con tanto di rispettivo numerino; ciò mi porta a supporre che per questa mostra siano state messe a disposizione delle audioguide, anche se non me ne è stata fatta parola quando ho fatto il biglietto... Strano, no?

Voto: 7.5
by VerdeEtViola | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:mostre e fiere
venerdì, 25 maggio 2007,13:59
Credo sia carino inserire in questo blog qualche informazione sulle mostre che mi trovo a visitare di tanto in tanto, anche perché in fondo, costituiscono il mio pane quotidiano.


Etruschi
Siena, Complesso Museale Santa Maria della Scala
21 Aprile/4 Novembre 2007


Questa mostra è stata una piacevole sorpresa, nell'ambito del mio ancor più piacevole soggiorno a Siena. Il complesso museale è proprio di fronte al Duomo, e in quei giorni ospitava anche una seconda expo, Pulcherrima Res - preziosi ornamenti dal Passato, vale a dire adorabili gioielli e chincaglierie ell'antichità,  che però non ho avuto modo di visitare.
Ma veniamo a noi...
Il costo del biglietto è generalmente di 7 euro, con possibilità di riduzione per gruppi, anziani, bambini e studenti. Al pagamento del biglietto viene distribuito un opuscoletto contenente un glossario, che descrive sommariamente le principali tipologie di reperti che si potranno visionare nel corso della visita. E' possibile noleggiare un'audio-guida, che potrebbe rivelarsi piuttosto utile, data la scarsità di informazioni all'interno della mostra stessa.
Un intero piano è stato dedicato all'esposizione della collezione Bonci Casuccini, composta perlopiù da corredi funerari; non mancano informazioni esaustive sulla storia di tale collezione, e di coloro che l'hanno raccolta, nel XIX secolo. I reperti sono parecchi, splendidamente conservati, e delle più svariate tipologie. Numerosissime sono le urne funerarie in pietra fetida, quasi tutte di epoca piuttosto tarda. Non mancano anche sculture, simulacri di divinità, ed oggetti di uso comune (bracieri, incensiere,ornamenti).  Un'ampia parte della mostra è dedicata alla produzione ceramica etrusca. Sono presenti numerosissimi manufatti in bucchero, ceramica nera diffusissima nel Villanoviano e vasi di evidente impronta greca, a figure nere o rosse, tutti di splendida fattura.
Le cose che più mi hanno colpito di questa mostra,  sono state il perfetto stato di conservazione di gran parte dei reperti e l'eleganza dell'allestimento. Certo, la Dea Bendata è stata dalla mia parte, perché son capitata in un orario morto, senza turisti o bambini in gita, che mi hanno fatto godere appieno tutta l'esposizione.
Tuttavia, ahimé, non è tutto oro ciò che riluce. Qualcosa di poco convincente, a onor del vero, l'ho trovata ed è anche piuttosto seria. Sto parlando della difficoltà di reperire informazioni storiche e tecniche sugli oggetti esposti. Tutt'ora ho dei dubbi sull'iconografia generale delle urne. Per non parlare della scarsità di informazioni generali sugli Etruschi stessi, su cui comunemente si sa così poco. In fondo si trattava di una mostra dedicata agli Etruschi, non a coloro che ne hanno raccolto i reperti...
Certo, se avessi noleggiato un'audio-guida, forse molti dei miei dubbi si sarebbero risolti da soli, però io sono profondamente convinta del fatto che spetti al visitatore scegliere se e come visionare una mostra (uh, com'è cacofonica quest'ultima frase...), e che quindi certe informazioni debbano essere messe a disposizione di tutti, con e senza audio-guida.
Comunque è una mostra molto interessante, che vale la pena di vedere.

Voto: 6

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