lunedì, 25 agosto 2008,14:20
Suppongo sia il caso di buttare giù due righe.

Giorni talmente belli che parlarne ne sciuperebbe il ricordo.
No dai, la verità è un'altra: sono talmente pigra da cercare scuse poetiche per non sprecare preziose energie scrivendo.

C'è ben poco da dire. Ho staccato la spina, visto luoghi, sentito odori (non credo di aver mai desiderato di svaligiare una salumeria alle 9 del mattino così ardentemente come in quei giorni).
Ho visto quadri, tanti. E belli. E marmo bianco, gesso, pietra, legno, vetro. Per un attimo mi sono ricordata perché ho intrapreso certe strade, e che c'è tanto di quel lavoro da fare che non posso assolutamente adagiarmi. Non nego di essere rimasta un po' scoraggiata dalla scarsità di informazioni che mi tornavano alla mente, ma avrò tempo di rivedere tutto, ricordare tutto, imparare.

Ho visto la sua tomba, ho lasciato un bigliettino che spero sia stato spazzato via dal vento quanto prima. Diamine, ora avrei talmente tante  cose più intelligenti, sensate e intime da scrivere su quel pezzo di carta.  Però quel GRAZIE lo scriverei comunque, altre centinaia di volte. Comunque andrò a trovarlo ogni volta che tornerò in città, ho tutto il tempo che voglio, riuscirò a dirgli tutto. E' che quando si è in compagnia certe cose risultano difficili, imbarazzanti, sciocche e infantili. Anche davanti alla persona più speciale del mondo.

E poi ho voglia di rispolverare il mio kit della piccola dilettante. Disegnare, scolpire (ah ah grasse risate). Se solo sapessimo in che direzione muoverci.

Diamoci da fare M, lasciamolo 'sto benedetto segno.

mercoledì, 16 gennaio 2008,12:46
oh la la


In quella città c'è tutto ciò di cui potrei mai aver bisogno. Acqua, metropolitane jugend, trash, gelide statue che incombono, boulangeries, biciclette, gatti, meraviglia, Arte, la metà destra del mio cuore. Non importa come, non importa quando, ma diventerà mia.
by VerdeEtViola | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:parigi, rêveries
mercoledì, 09 maggio 2007,15:44


So che non dovrei iniziare ogni mio post con un'immagine, ma so anche che il concetto di 'ogni' impallidisce di fronte ai tre laconici micro-monologhi, che per ora occupano questo blog.
Non so perché ho scelto Seurat. Sarà che più che gelido, lo trovo meravigliosamente sarcastico. Se ne sta lì, con tutti i suoi puntini a guardare Parigi, le sue Cocottes impiastricciate, i suoi signori baffuti, le sue bettole, le sue alcove. Sghignazza, osserva luci e vetrine. Lo immagino un po' Flaneur, monsieur Seurat. E poi ritrae giornate piene di sole sulla Grand-Jatte, donne con scimmiette, bagnanti bianchi e rosa in canottiera e cappelli di pelle, circhi sbrilluccicanti e ballerine dalle mani minuscole. E' tutto così immobile, nei suoi quadri. Cristallizzato nella sua inutilità. Sono tutti molto seri. Figure geometriche colorate e vestite. Qualcuno però sorride, come le ballerine quassù, ma sono sorrisi beffardi. Si prendono gioco di chi le osserva, di chi fa pensieri osceni vedendo le loro gambe ed i loro affaccendati piedini, come il signore col cappello.
E Seurat, seduto ad un tavolino nelle retrovie, osserva ogni cosa, sghignazza, immagina una pioggia di puntini che si riversa su quelle persone, si solidifica e le intrappola nel loro mondo dorato. Statue colorate, simulacro della decadenza.
Non riesco a capire come sia possibile che M. preferisca Signac.

De gustibus, sì.
by VerdeEtViola | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:arte, parigi, pointillisme, vie en rose

Heracleum blog & web tools